La storia dell'antica osteria guarnier di crocetta del montello (treviso)
La storia dell'antica osteria guarnier di crocetta del montello (treviso)
La storia dell'antica osteria guarnier di crocetta del montello (treviso)
La storia dell'antica osteria guarnier di crocetta del montello (treviso)
La storia dell'antica osteria guarnier di crocetta del montello (treviso)
La storia dell'antica osteria guarnier di crocetta del montello (treviso)

Le origini dell’Antica Osteria Guarnier

Simpatia e cordialità del Veneto bello e gentile, un’armoniosa e piacevole tradizione, una ricca scelta di piatti tipici della cucina trevigiana, una preparazione sapiente e accurata dei cibi. Queste sono le note caratteristiche che distinguono l’ANTICA OSTERIA GUARNIER di Crocetta del Montello, in provincia di Treviso.

 

Era già un’osteria assai frequentata quando nel 1919 Albino e la moglie Emilia, ritornando dall’America dopo anni di lavoro, con un buon risparmio in tasca e tanta voglia di di fare, decisero di rilevare l’osteria, ampliandone l’attività con la custodia e l’accudimento dei cavalli.

 

Oggi la struttura esterna dell’ambiente è quella intatta delle case di fine ottocento. La pensilina ospita i tavoli nella stagione calda. L’atmosfera è quella leggera e agreste del tempo antico: sono rimaste le travi ai soffitti, il banco mescita è quello originale, il grande larin della cappa mette allegria e scalda nei mesi freddi l’ambiente e i commensali.

 

Da Guarnier ci si ferma anche per uno spuntino veloce: è la celebrazione del maiale trasformato in sopressa e porchetta. In queste zone infatti la lavorazione è particolarmente pregiata e molto curata.

 

Ma qui dopo quattro generazioni di osti tutto si è affinato nel gusto e nelle proporzioni: oggi come ieri c’è la stessa cucina casalinga, la stessa scelta puntigliosa delle carni, delle verdure e dei condimenti.

 

I piatti locali seguono il susseguirsi delle stagioni: minestre calde di verdure e fagioli, seppie e moscardini in umido, baccalà alla vicentina, carne alla griglia e deliziosi arrosti. In autunno funghi porcini cantarelli e chiodini vengono proposti in mille modi: dalle pappardelle ai risotti, al piatto unico con formaggio cotto e sopressa alla griglia con polenta fumante. La festa del “Ciodet del Montello” rinnova annualmente la degustazione del prezioso fungo.

 

Vengono serviti vini di fattoria bianchi e rossi, profumati e saporiti, che incantano per l’esatta simbiosi con i cibi proposti. Il mangiar tipico è segno di salvezza delle tradizioni, del rispetto degli avi, della cucina tradizionale, del buon lavoro e del far bene ogni cosa.

 

Non c’è nulla di male nel dire che questa è una delle poche osterie rimaste intatte nel tempo.